Spiritualità

lode-a-dio

Nella natura c’è un equilibrio meraviglioso che esiste fra ogni struttura della materia che progredisce e si sviluppa secondo un dinamismo legato a leggi molto precise. Gli antichi filosofi dividevano la natura in tre importanti regni: il regno minerale, il regno vegetale e il regno animale. Se proviamo ad osservare questi tre regni con una mente non duale ma una mente perfettamente unitaria, una mente cioè in grado di allargarsi oltre gli schemi e proiettarsi in un’ampiezza multidimensionale, vedremo che i tre regni sono perfettamente simili sotto certi aspetti.

Solo Gaia, la Terra, in questo contesto, sembra possedere tratti divini. Gaia, dopo aver generato “tutte le cose”, diventa inattiva, confinando la sua attività al momento mitico della creazione del mondo, ma a lei si sovrappone Demetra (che nel suo stesso nome contiene il termine “madre”), dea della seconda generazione ascrivibile al tipo della “Terra Madre” generatrice, con una cospicua attività sul piano del rito.

La Terra, dunque, si configura come potenza creatrice dalle illimitate energie, non solo nelle antiche tradizioni greche, essa costituisce il fondamento, la sorgente generatrice di tutte le forme dell’esistenza anche in moltissime altre tradizioni. Un concetto, questo, che emerge, per
esempio, con forza presso gli stessi  popoli dell’America settentrionale.
Tra i grandi antropologi e storici delle religioni che hanno esplorato i significati, i simboli, i miti legati alla terra occupano un posto di primo piano Eliade e Grinnell; quest’ultimo,
in particolare, fa notare come innumerevoli popolazioni dell’America settentrionale veneravano la terra, considerandola profondamente sacra: luogo della vita e della rigenerazione.

Grinnell ci ricorda come un Cheyenne, all’inizio del XX secolo, spiegava ad un visitatore la sacralità della terra:
“È tramite la terra che noi viviamo. Senza di essa non
potremmo esistere. Essa ci nutre e ci sostenta. Da essa crescono i
frutti che mangiamo; l’erba nutre gli animali e con la loro carne
noi continuiamo a vivere; da essa scaturisce l’acqua che noi
beviamo, la quale scorre sulla sua superficie. Noi camminiamo sopra
di essa, e se la terra non fosse solida e stabile noi non potremmo
vivere”.

La straordinaria lezione del Cheyenne consiste proprio in questo: il significato sacro della terra comprende ogni forma d’esistenza che si manifesta attraverso la sua potenza. Dall’acqua alle foreste, dalle montagne alla vegetazione, la terra è una sorgente instancabile di vita.

Una lezione non solo per il visitatore, ma anche, e soprattutto, per le società contemporanee, che in nome della loro volontà di potenza non esitano a profanare la terra, con tutte le conseguenze etiche ed ambientali che ne derivano. “Stare al mondo” non significa “possedere il mondo”, ovvero dominarlo, manipolarlo a proprio piacimento, vedere in esso solo il luogo del fruibile, del consumabile, dell’energia da accumulare e ripartire in modo indiscriminato. Romano Guardini, a questo proposito, ha parole superbe: «Il problema centrale attorno a cui dovrà aggirarsi il lavoro (e l’impegno mortale) della cultura futura e dalla cui soluzione dipenderà non solo il benessere o la miseria, ma la vita o la morte, è la potenza. Non il suo aumento, ché questo viene da sé, ma la via per domarla e per farne un retto uso».

La Dea Feronia ed il culto NarneseLa Sacralità della TerraSpiritualità di Francesco di Assisi
Narni

La  Dea Feronia personificava l’eterna primavera, protettrice delle acque sorgive. Era circondata da un culto ed un amore speciale. La Sorgente Feronia è antichissima e risale ai tempi preromani. Essa è situata poco discosta dalla Rocca, sullo stesso monte che sovrasta Narni. Era ‘dedicata alla dea Feronia, una delle divinità più antiche della stirpe Umbro-Sabina, venerata prima della egemonia romana, tra gli Umbri, i Sabini, i Volsci e gli Etruschi. La fonte sacra degli antichi Nequinati era un tempo circondata da un bosco di elci ombrosi, e annesso vi era un tempio e una statua della dea Feronia.

Cotogni nei suoi manoscritti a pagina 15 dice: “Fra li altri tempii che esistevano in Narni, dalla superstizione dei gentili applicati alle false deità, eravi quello del luco e fonte di Feronia in oggi con nome alterato detto quel sito Ferogna. Ivi probabilmente, come in altri luoghi, eravi il tempio e la statua della dea Ferocia…. essendovi anche presentemente un marmo in quel fonte in cui è scolpita una grande fiamma, forse l’insegna di quella antica vanità”. E aggiunge: “La verità si è che quella fonte avendo transito per miniere stimate è di un’acqua molto salubre e grandemente tenuta in pregio si quanto alla sua rara limpidezza, che la prerogativa che ha di facile digestione”. I primi cristiani di Narni dovettero certo abbattere il tempio e distruggere il sacro bosco, perché questo d’allora in poi si chiamò macchia morta, cioè non esistente, come rilevasi da un documento di donazione fatta al Monastero di Farfa, da Berardo figlio del q. Rolando, nobil’uomo del contado narnese e da Maria sua consorte, riportato dall’ illustre storico G. Eroli.

Idest omnia quae ego habeo infra comitatum narniensem, intus civitatem, vel de foris excepto petiam unam terrae ubi dicitur macc1a mortua, quae vocatur Ferone…

(Reg. farf della Vaticana Cardo M. C. LXVIII letto C).

Nel libro 111 cap 143Si ingiunge che nessuna offesa sia fatta alle donne che vanno ad attingere acqua alla sorgente di Feronia, sia all’andata che al ritorno.

Gli spiriti elementali 

Questi esseri  “ Spiriti Elementali “ vengono anche detti “ Spiriti della Natura” in quanto amano vivere nei boschi, vicino ai corsi d’acqua, fiumi e laghi o in prossimità di solfatare e vulcani.

Gli Spiriti Elementali dell’aria sono chiamati Silfidi, quelli dell’acqua sono le Ninfe, quelli della terra gli Gnomi e quelli del fuoco sono chiamati Salamandre.

I quattro elementi rivestono un ruolo importante in magia, legati alle forze naturali e alla vita stessa in generale. La  tradizione magica più antica ha assegnato agli spiriti degli elementi delle sembianze quasi “umane” allo scopo di avvicinarli alla nostra limitata comprensione in quanto essi sono eterei ed impalpabili e sfuggono a qualsiasi descrizione. Si possono però percepire e soprattutto è possibile accostarvisi con estremo rispetto per assicurarsene la protezione durante lo svolgimento di un rituale. Gli elementi ci circondano e sono dentro di noi come mattoncini vitali e gli Elementali sono l’espressione del loro potere.

Il modo migliore per avvicinarvisi è che per prima cosa non bisogna temerli.

Il rispetto è una condizione fondamentale.

Se rispettiamo la natura sotto ogni sua espressione è possibile che ci ascoltino più volentieri e che siano ben disposti a darci il loro aiuto. Per sua natura la razza umana è alleata con tutte le forze naturali, un essere umano non farebbe mai del male ad animali, natura e a tutto il creato in quanto essa sa che questa è la condizione primaria per poter essere ascoltati ed esauditi. Essere in simbiosi e armonia con il tutto che ci circonda.

Percorso Spirituale

Non vi è essere umano che non aspiri a qualcosa che vada al di là della semplice soddisfazione

personale.

Esiste in ciascuno di noi la sensazione che deve essere possibile raggiungere un più espanso e

soddisfacente stato di coscienza ed una più profonda capacità di esperire la vita.

Quelli che si sentono spinti a realizzare quest’aspirazione, scelgono un sentiero, che ha come

destinazione la divina realtà interiore che esiste al centro del loro essere. Durante la lunga storia

dell’umanità sono esistiti molti percorsi spirituali, che si ripromettevano di raggiungere la stessa

meta.

Ciò che contraddistingue questo sentiero è che esso si rivolge direttamente al nostro tempo ed al

nostro tipo di società.

Il Sentiero è un nuovo modo di vivere. È un processo. È un nuovo modo di percepire se stessi. Una comunità. Una filosofia. Una psicologia. Un’esperienza educativa. Una visione dell’uomo, di questo pianeta e del cosmo. È una profonda avventura personale, che trascende tutti questi aspetti. Il Sentiero è un percorso spirituale, basato sulla crescita della consapevolezza.

Calcarlo significa impegnarsi ad esplorare e a purificare se stessi.

Il metodo di lavoro è quello di rendere coscienti, energizzare e dissolvere le barriere che abbiamo

creato contro il fluire spontaneo della corrente vitale.

L’obiettivo è di liberare la nostra coscienza e la nostra energia, in modo da poter diventare i

creatori positivi delle nostre vite e poterci sentire una cosa sola con la vita tutta.

Sul Sentiero attribuiamo una grande importanza alla nostra esperienza individuale e collettiva di

questo mondo.

Riconosciamo che le nostre vite esteriori sono l’espressione del nostro mondo interiore e

rivolgiamo i nostri sforzi ad arricchire entrambi. La creatività liberata da questo lavoro nutre tutti gli aspetti della nostra vita: la nostra ricerca interiore , il nostro senso di unità con l’universo, il nostro lavoro, i nostri rapporti, il nostro piacere e, ciò che più importa, la nostra capacità di amare.

Percorso Spirituale
Hearting